venerdì 6 luglio 2012

Una passeggiata con Ansia e Has Fidanken

Come già anticipato qui avevo un'amica, Ansia che per anni ho continuato a frequentare forse più per far giocare insieme i nostri piccoli Salamandra (che poi, il suo Has Fidanken aveva un'avversione per qualsiasi essere umano, specialmente al di sotto dei 60 cm... quindi non è che giocassero in effetti), dicevo, più per un'idea di condivisione che per la condivisione stessa. 
Già dai primi mesi dei rampolli si vedeva chiaro il nostro approccio diverso alla madritudine.
Passeggiata tipo:
Sfinimento (mio figlio) tranquillo nel suo passeggino fronte-strada osserva il mondo.
Has Fidanken (suo figlio) tranquillo nel suo passeggino fronte-strada e fronte-mamma osserva il mondo.
Ma...
"Tesoro, cosa c'è? Ti arriva il sole negli occhi? Aspetta che ti giro."
Pausa per sistemare il passeggino da fronte-strada a fronte-mamma. Con il suo passeggino anteguerra (e qui va una nota di lode, perchè trattasi di passeggino prestato da sua sorella, quindi usato, che anche io mi son meravigliata perchè la facevo più da passeggino di ultima generazione) ci impiega una vita per rigirarselo e sistemare le rotelle che si inceppano.
Has Fidanken è ora fronte strada. Con la stessa espressione di prima.
Ma...
Dobbiamo girare per un'altra strada per arrivare al parco. Ciò implica una diversa posizione del sole. Ciò implica che i raggi del suddetto arrivino nuovamente sul visino del povero Has Fidanken, che fa giusto un gesto di chiusura delle palpebre.
"O no!! Di nuovo il sole!!! Aspetta tesoro, ti rimetto fronte strada! Macchepalle!"
Ansia armeggia nuovamente con il passeggino... mentre la sottoscritta prova a spiegarle che non succede nulla se un po' di sole lo becca in viso nonostante la capottina... che deve anche abituarsi...
Niente, non sente. Anzi. A un certo punto arriva il fattore imprevisto: il vento. 
Vento e sole sono fattori terribili nel mese di luglio.
Impieghiamo un'ora per arrivare al parco, quando senza i terribili fattori imprevisti ci avremmo messo un quarto d'ora.
Il parco, scoprirò subito dopo, è un luogo pieno di insidie...

La salamandra pezzata

giovedì 5 luglio 2012

Con gli occhi rossi di....


Raramente ho gli occhi rossi di rabbia. 
Piu' spesso di stanchezza, di sole (poco, in questo stagno paludoso e bigio), di vento che batte furioso, o semplicemente, sovente, dimentico di usare gli occhialini, quando nuoto in queste acque melmose.
Son piccola, verdognola, scattante tanto con le zampette quanto con la tastiera, e (quando mi va) pure chiacchierina. 
Abbarbicata alla mia foglia e al mio stagno difendo il mio spazio da mosche, zanzare ed animali feroci.
Che ce ne sono e', in giro tra le fronde....
Esco appena ora da uno scontro diretto con un coccodrillo. Uno di quei coccodrilli che non sanno bene il perche' sono arrabbiati. E pero' vogliono divorarti, solo per sentire che gusto hai. Ma l'ho spaventato davvero, eh? Forse sono stati i miei occhi rossi.
Il coccodrillo arrabbiato ha cercato di azzannare anche i miei amici. Ma mica c'e' riuscito, eh?  Noi anfibi siam piu' svelti!
Cosi', con un agile balzo, ci siam ritrovati qua, in questo stagno paludoso e appartato, intimo e segreto, a ridere e scherzare delle nostre sventure. Delle nostre delusioni. Dei nostri nemici. Del mondo la' fuori. Di cio' che ci fa andar di traverso la digestione, giorno per giorno. Dei nostri sogni.

Piacere di conoscervi.
Non so ancora cosa raccontero' qui dentro; probabilmente tutto cio' che mi passera' per la testa.... 
ma per ora mi sto divertendo un sacco!

A' la prochaine!
(ebbene si, sono una raganella multilingue)

Raganella dagli occhi rossi

Vita di merda!

Salve gente, sono la rana pinocchio.
Mi auguro che il nome non vi tragga in inganno perché giuro che cercherò di raccontarvi solo la pura e semplice verità! 


Certo, alcune storie vi potranno sembrare assolutamente di fantasia, altre potranno essere più credibili ma in fondo in fondo allo stagno, vi giuro sulle mie zampette viscide che tutto è realtà!!! Mi caschi il naso!



IL MIO LAVORO
Faccio un lavoro di merda, odiato da tutti, recupero crediti tra le rane dello stagno!
Il mio capo arriva a metà mattina fatto come una spugna di non so quali sostanze stupefacenti. Inveisce e smadonna contro tutto e tutti, sputa per terra e si pulisce la bocca con la parte bassa della camicia.
Io vengo bistrattato per quattro soldi e due pedane nel culo e tutto quello che riesco a sentire a fine mese, quando il mio sopracciglio si agita compulsivamente dal nervoso è "Mr Pinocchio non se la prenda, così va il mondo!"
Nel mio ufficio sono tutti frustrati e depressi. Io sono depresso e devo ammettere che qualche volta ho pensato di affogarmi nello stagno!

Ho una collega depressa perché a 45 anni è l'unica femmina di rana che non ha trovato uno straccio di ranocchio, nemmeno tra gli alcolisti del porto. Come unica soddisfazione personale guarda il pacco di tutti i colleghi!

Un'altra collega alla benemerita età di 50 anni ha invece trovato il suo uomo. E' belga, lo ha adescato su qualche porno-chat e adesso dilapida tutto il suo ridicolo stipendio per andare a scopare in Belgio ogni fine settimana!

Ho un collega gay. E' risaputo, non è un problema ma lui nega e glissa... ma soprattutto GLITTERS che troviamo puntualmente su tutti i suoi vestiti... e non sono di donna visto che vive ancora con mamma e papà!

Ho una collega russa. Carina, solito stereotipo della femmina sovietica. Biancaslavata, capello biondo, tetta grossa culo stretto. Cerca l'uomo da fregare per ottenere la cittadinanza italiana. Ci ha provato con il capo ma lui, il pippatore, preferisce farsi una striscia che una russa. 
Quando il capo esce dal bagno va da lei e le dice le peggio cose, lei sorride e spera che sia la volta giusta ma lui, fattone, dopo 20 secondi si è già dimenticato quello che le stava proponendo!!!!

LA MIA FAMIGLIA D'ORIGINE
Mia madre il giorno che le ho detto che mi sarei trasferito a vivere con una raganella dello stagno vicino mi ha fatto trovare le valigie sulla ninfea sotto casa e un bigliettino "Vediamo se questa ti pulirà il culo. Mamma"
Mio padre era un esattore dello stagno. Da quando è andato in pensione ha una panza che nemmeno l'Ululone dal ventre giallo! Passa il tempo a mangiare mosche e moscerini e l'unico vocalizzo che gli salta fuori saltuariamente è un profondo e sonoro rutto.

LA MIA NUOVA FAMIGLIA
La raganella che avevo sposato mi ha lasciato. E' scappata con una rana più divertente, più realizzata dal punto di vista lavorativo ma soprattutto economico. 
Sto stronzo ha uno stagno tutto suo, una decina di ninfee e guadagna mediamente 7.000 mosche al mese, s'è portato via la mia femmina e i miei 150 girini e per di più ora le devo anche passar degli alimenti!

Insomma la mia vita è un pantano! E questa è solo una goccia in uno stagno!!!

Benvenuti nella mia vita di merda, saluti!

La Rana Pinocchio

Ma come cazzo ti vesti?


Ciao raganella, sono Jennifer, ho 30 anni e volevo qualche consiglio di stile perchè so che sei una maestra in queste cose. 

Sono alta 1,65, ho i capelli rossi, un po' di piercing e un tatuaggio sulla coscia che con un reggicalze con infilata una pistola.

Ti invio una mia foto.






Ciao Jennifer,
mi dispiace che tu sia costretta a portare questo orrendo nome, anche perchè immagino che con il cognome vicino faccia ancora più schifo. Quindi il mio primo consiglio è di andare all'anagrafe e cambiarlo, prima però cerca di scoprire quale film ha apprezzato tua madre durante la gestazione, così tanto per prendersela con qualcuno.
Vedo con molto disappunto dalla foto, che hai optato per un look che ti sta malissimo. Ti svelo un segreto, i leggings non sono pantaloni quindi tu, con la taglia 48, non li puoi portare perché fanno cagare. E poi non tutti vogliono sapere che hai un neo sul sedere ti pare? E qui arriviamo al secondo punto: NO MAGLIE ATTILLATE!
Spero che tu abbia sentito, ma principalmente capito, e basta ti prego andare in giro come una mortadella dentro un tutù taglia xs.

Ps. Un reggicalze con una pistola? Ma non ti hanno mai detto che i tatuaggi non si fanno mai da ubriachi?



                                                                                                          La raganella verde



mercoledì 4 luglio 2012

Ansia e Panico



Quante volte ci siamo chiesti: ma perché ti frequento ancora? Praticamente non ti sopporto, ogni cosa che dici mi irrita, appena posso critico quello che fai e la tua visione delle cose…
Io me lo sono chiesto almeno con tre o quattro salamandre che ho incontrato nel corso della mia esistenza e che adesso non fanno più parte del mio stagno. Già, perché quando inizi a farti queste domande… e non trovi una risposta valida che non sia: forse per passare il tempo, perché condividiamo qualcosa (tipo i figli), perché almeno facciamo jogging insieme… capisci che non ne vale la pena!!!
Per esempio, ho frequentato per qualche anno questa salamandra che chiamerò Ansia con cui si condivideva l’attesa della prole. 
Ora, Ansia, presa singolarmente, senza figli e senza marito (che chiameremo Panico) è anche passabile: molto freak (almeno a parole), molto spirituale, molto divertente e molto empatica. 
Poi un giorno tutto cambia con l’arrivo del piccolo salamandra che chiameremo Has Fidanken. La mia amica Ansia viene impossessata da qualcosa che la fa letteralmente uscire di brocca. Non dorme più la notte per stare sveglia a guardare il suo piccolo, nonostante la presenza costante di Panico (marito in ferie per un mese) e di sua madre (che ho personalmente conosciuto e a cui ho stretto la mano per cotanta discrezione, mai vista in una nonna…. Si muoveva praticamente in punta di piedi che quasi volava e l’unico suo cruccio era che sua figlia dormisse).
Io anche le stavo vicina, nonostante anche io alle prese con il mio piccolo salamandra che chiamerò Sfinimento e senza lo straccio di un qualsivoglia aiuto, vista l’assenza del consorte, tutto il giorno a lavoro, e di genitori o suoceri nei paraggi…
Ma ciò che ho visto in quest’occasione e negli anni successivi mi ha risucchiata in un vortice dal quale sono uscita solo pochi mesi fa, quando finalmente ho capito che io e Ansia non siamo compatibili.
Per dire: lei controllava con la pila se il figlio avesse la pelle d’oca (ad agosto), svegliandolo e facendolo giustamente incazzare.
Si ostinava a non volergli dare il ciuccio, ma gli toglieva anche il dito dalla bocca ogni volta che ‘sto poverino tentava di succhiarselo. Di conseguenza il piccolo si incazzava il triplo perché non poteva fare niente, poveraccio. Allora lo attaccava al seno (nel nostro stagno scoprirete che le salamandre allattano…) e lo faceva ingolfare di latte e allora lui iniziava a tossire… e poi si incazzava e piangeva, piangeva, piangeva… 
E Ansia sbroccava, sbroccava, sbroccava. 
Man mano che il piccolo cresceva aveva sempre più l’aspetto di una piccola salamandra repressa: non giocava, voleva solo stare in braccio, se c’eravamo io e il mio Sfinimento piangeva anche solo se gli rivolgevi la parola. E Ansia pretendeva invece che giocasse, che non avesse il ciuccio né il dito in bocca… e lo mollava in terra in lacrime. Un giorno se l’è portato in un altro stagno (in uno dei suoi attacchi di pianto) minacciandolo che gli avrebbe dato del paracetamolo per calmarlo, perché sicuramente non stava bene!
Io in queste occasioni mi son sempre cercata di dare una spiegazione… sicuramente è snervante fare la mamma, specialmente se non era proprio nei tuoi programmi o se la tua vita cambia radicalmente già con la gravidanza. E’ difficile accettare la nuova situazione. Ma poi, quando vedevo che tutto sommato non era lei a occuparsene a tempo pieno (come me) perché il marito Panico faceva un lavoro molto “soft”, stando praticamente in casa la maggior parte del tempo, o sempre in ferie… con madre o suocera sempre in soccorso… mi son detta che forse la causa del suo stress è che vuole un figlio perfetto, che non deve piangere mai, che deve fare solo ciò che dice e come lo dice lei e che al tempo stesso deve essere un piccolo di Salamandra socievole e simpatico, ma con il loro fantastico metodo è venuto fuori solo insicuro e paurosamente timoroso del prossimo.
Nei prossimi rosp vi racconterò di  Has Fidanken  e dei suoi genitori Ansia e Panico, più insicuri di lui.

La salamandra pezzata

Rosp-it #1




La rana freccia












martedì 3 luglio 2012

Doppio rospo carpiato


Allora succede questo.
Ho un'amica che conosce sia me che rospo consorte. Solitamente quando ci sentiamo mi racconta sempre le sue personalissime tragedie, ha sempre qualcosa di cui lamentarsi tipo la suocera impicciona, il marito che forse la cornifica, il lavoro che non c'e', la cognata immatura... Ce n'e' sempre una. Ovviamente dal mio punto di vista sono tutte cavolate, si fa dei film o va in ansia per cose assurde che quando poi le faccio notare la banale soluzione dice sempre Ah, vero.
Sentirsi chiedere Come stai?, per poi passare velocemente ad elencare le sue innumerevoli disgrazie diventa, alla lunga, un po' pesante anche per le rospe armate di santa pazienza e grande capacita' di ascolto. Pero' oggi non ce l'ho proprio fatta.
Mi scrive un messaggio disarticolato senza soggetto che non ci ho capito niente, io pensavo parlasse della suocera invece no, poi mi spiega e mi fa Ma piuttosto tua suocera cosa ha detto quando le avete dato la bella notizia?
Premessa.
Mia suocera e' la persona piu' egoista che io conosca, e vi assicuro che quelle che avete voi sono mammole a confronto, ma per fortuna o purtroppo tempo fa ha deciso che la sottoscritta rana, che ancora non portava il cappello, non era degna di far parte della sua vita, motivo per il quale e' stata allontanata in uno stagno separato, nel quale ovviamente sguazza alla grande con il suo rano cowboy senza l'ingerenza della pazza batracica. L'amica di cui sopra conosce meglio di me la pazza batracica.
Fine della premessa.
Rispondo alla mia amica: E che ne so, io non c'ero.
Lei mi fa: Non l'hai piu' vista??
E io: Non e' corretto. Dire "Non ha piu' voluto vedermi" e' corretto.
Lei mi risponde: Ah, io non posso dire niente perche' con me e' sempre stata carina.

No, dico.

Stai fuori??

Tace.

Dieci minuti dopo: Vado ad addormentare la bambina, a presto!

E cosi' ora ho la carogna per lei e la carogna per la pazza batracica, che stavo tanto bene senza pensarci e invece guarda qua, mi sto avvelenando.
Meglio che torno al mio stagno assolato. Solitario, ma caldo e confortevole.

La rana cowboy